π Il Gioco del Kintsugi Invisibile
(con un MacGuffin e un Ma dentro)
Innovare non significa colmare i vuoti, ma abitare lo spazio tra le crepe.
Il Kintsugi Invisibile è un esperimento di innovazione relazionale, un “gaming comunitario” dove non si vince e non si perde: si ascolta.
Perché, come direbbe Simone Weil, il dono più grande è l’attenzione — il sapersi ritirare un poco da sé per fare spazio all’altro.
Come si gioca:
πCondividi un frammento: un’idea che non ha funzionato, un progetto interrotto, una visione che hai smesso di inseguire.
πΈQualcun altro la raccoglierà, aggiungendo il suo oro — una prospettiva nuova, un’emozione, un completamento inaspettato.
πΊ Tra la crepa e l’oro si apre il Ma: quello spazio vuoto che unisce senza fondere, che tiene insieme ciò che resta separato.
ππ» Lo spazio del possibile, del non-detto, del respiro comune
E qui entra in scena il MacGuffin:
un piccolo mistero, l’oggetto simbolico che muove l’azione, ma che non serve a nulla se non a tenerci in cammino.
Nel nostro caso, il MacGuffin è l’idea stessa — fragile, inutile, ma viva — che attraversa mani e pensieri per ricordarci che innovare è partecipare allo spazio dell’altro.
In questo respiro collettivo, la #communitas rinasce come un vaso mai finito, continuamente riparato da chi ne abita i margini.
E se anche non arrivassimo a nulla, avremo almeno coltivato il Ma:
quello spazio sacro dove le idee respirano insieme agli esseri umani.
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