Il Gioco di Natale di Carlo M. Cipolla
đđģ Versione filosofica, per team
Per chi ha capito che non è il “carattere” a rovinare le organizzazioni, ma le forme che producono esiti.
Cipolla non ci chiede di giudicare le persone.
Ci chiede di guardare il mondo dove conta davvero: nelle conseguenze.
Due domande, radicali e sufficienti:
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Noi ci guadagniamo o ci rimettiamo?
-
Gli altri (clienti, colleghi, partner) ci guadagnano o ci rimettono?
Da qui nasce un gioco. Ma il gioco è serio: perché svela quando una scelta è buona in apparenza e distruttiva in esito.
âą Setup (1 minuto)
Disegna una croce:
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Asse verticale: noi (− / +)
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Asse orizzontale: gli altri (− / +)
Quattro esiti (non quattro etichette):
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+/+: valore che resta
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+/-: profitto che consuma
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-/+: bontà che si sacrifica
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-/-: energia che si spegne
đ Come si gioca (20 minuti)
Round 1 — “Pacchi regalo”
Prendete una decisione reale di fine anno (KPI, sconto, policy, progetto).
Ognuno la colloca nel quadrante e la difende in una frase.
Round 2 — “Kintsugi”
Aggiungete un vincolo: budget dimezzato / cliente già irritato / team ridotto / deadline ieri.
Obiettivo: riportare la scelta verso +/+ senza negare la realtà.
Round 3 — “Pre-mortem del presepe”
Scegliete la migliore +/+ e chiedete: “Come può diventare −/− tra 6 mesi?”
Poi fissate un guardrail minimo: una regola piccola che salva l’essenziale.
đ Perché funziona?
Perché la stupidità (in senso cipolliano) non è mancanza di intelligenza: è una forma d’azione che genera −/−.
E la cosa più subdola è che spesso nasce da intenzioni “giuste”.
Chiudere l’anno così è un gesto semplice: mettere attenzione non alle intenzioni… ma alla traiettoria.
Se lo provate: qual è la decisione che, nella vostra realtà, scivola più facilmente in −/−?
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